La Grande Guerra 1914-1918

 

PERSONAGGI DELLA GRANDE GUERRA

Henri Philippe Petain - ritorna ai Comandanti

HENRI PHILIPPE PETAIN

Capo di Stato Maggiore
dal 1916 al 1917

Esercito Francese

Henri Philippe Petain

 

Con il ruolo di Generale nell’esercito Francese comandato da Joseph Joffre sin dall’apertura delle ostilita’, Petain si mette subito in luce per l'efficace difesa di Verdun contro le truppe tedesche nel 1916.

E’ lui che si inventa la famosa “Via Sacra”, sviluppando e mantenendo aperta ad ogni costo l’unica via di approviggionamenti per il fronte, sulla quale transitano notte e giorno convogli di materiali e truppe da gettare nel terribile calderone di Verdun.

Immagine commemorativa di PetainTiene dunque testa a Falkenhayn fino a quando, nella primavera del 1916, quest’ultimo capisce di non essere riuscito a “dissanguare la Francia”, ma di aver solo depauperato l’esercito Tedesco di un’immane quantita’ di risorse in modo inutile ed abbastanza irresponsabile. Petain viene riconosciuto come “Salvatore della Patria”, ma deve cedere il passo allo scriterato Nivelle che, brillando di luce riflessa del suo predecessore, ne raccoglie i frutti della leggendaria resistenza a Verdun sul finire dell’offensiva. Nivelle pero’ si dimostra quasi subito il gran millantatore della situazione e, dopo l’immediata, clamorosa debacle sul Chemin des Dames, viene silurato e allontanato.

Ma Petain avra’ nuovi momenti di gloria quando si trovera’ ad arginare la grave ondata di ammutinamenti verificatisi tra i “poilus” francesi. E’ Petain infatti che inventa il sistema di rotazione ed avvicendamendo delle truppe in trincea (“noria”), rendendosi conto che esistono anche gli uomini e non solo i cannoni: pertanto viene adorato dalle truppe Francesi che lo considerano un padre prima che un condottiero.

Egli ha anche il merito di riuscire a nascondere in larga parte il fenomeno delle defezioni e del ridotto spirito combattivo dei suoi soldati agli occhi degli alleati, che credono di poter ancora avvalersi di tutto l'”elan vitale ” bellico della Francia.

Il “Salvatore della Patria” ha infine il merito di capire, per primo, che con tutta la tecnologia bellica a disposizione in questo primo scorcio del ‘900, e’ il difensore ad aver quasi sempre la meglio nei confronti dell’attaccante, per quanto agguerrito sia.

Sara’ tuttavia la sua stessa strategia troppo passiva a favorire lo sfondamento del fronte durante l’ultima offensiva tedesca del 1918. Al termine del conflitto verra’ nominato maresciallo di Francia.

 

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